Il numero uno del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, tra presente e passato. I lavoretti svolti negli anni da parte dell’ex Premier.
Non solo il recente caos a distanza che lo ha visto protagonista con Luigi Di Maio. Giuseppe Conte, leader del Movimento 5 Stelle, è stato intervistato a tuttotondo dal Corriere della Sera. L’ex Premier ha avuto modo di parlare di politica ma si è aperto anche dal punto di vista personale raccontando aneddoti legati alla sua vita privata e alla sua crescita.

Conte: il ricordo della famiglia e il rapporto con Padre Pio
Intervistato dal Corriere della Sera, in un bel dialogo a firma di Aldo Cazzullo di cui vi riportiamo solo degli estratti, Giuseppe Conte ha raccontato il suo primo ricordo: “L’ospedale: a quattro anni mi ruppi il femore. Ma ho anche un ricordo bello: un compleanno, tre candeline, mia sorella Maria Pia, mia mamma e mio papà che si abbracciano felici”.
E sulla sua famiglia, ed in particolare il padre: “Cosa faceva? Segretario comunale a Volturara Appula, il paese di mia mamma. Lì si conobbero. Lui era di Cerignola, il paese di Giuseppe Di Vittorio. I miei genitori erano gli unici nelle loro famiglie ad aver studiato, papà l’unico di nove figli. Vivevano in poche stanze. Un’immagine che mi è tornata in mente al tempo del Covid”.
Da qui un passaggio sul legame della famiglia con Padre Pio da quando il padre si trasferì a San Giovanni Rotondo: “[…] E non si mosse più, per devozione a padre Pio. Era un suo figlio spirituale, andava a chiedergli consiglio per le scelte importanti della vita”. E sul personale rapporto con Padre Pio: “Se l’ho conosciuto? Sì, papà mi portò da lui. Ero bambino, ma me lo ricordo benissimo. E ricordo la tristezza che piombò sulla nostra casa quando poco dopo sapemmo della sua morte”, ha detto Conte spiegando che da piccolo lo pregasse maggiormente.
I lavoretti svolti da Conte
Tra i vari passaggi dell’intervista rilasciata da Conte al Corriere, tra quelli legati alla sua vita privata e alla sua crescita, spicca senza dubbio quello legato agli studi e a come si mantenne all’Università e come visse da studente a Roma: “Squattrinato, sì. Ma oggi una famiglia come la mia, con stipendi da statali, non potrebbe più mantenere due figli all’università . I miei mi mandavano un vaglia con i soldi calcolati al centesimo. Chiesi qualcosa in più, mi risposero: sei a Roma per studiare, non per divertirti. Per ripicca dissi che avrei fatto da solo. Mi sono ricordato di quell’impuntatura giovanile nella trattativa con Angela Merkel […]”.
E sul come si mantenesse per gli studi, Conte non ha avuto difficoltà a spiegare: “Con vari lavoretti. Soprattutto all’inizio davo lezioni di diritto ad altri studenti. Poi feci il correttore di bozze. Ancora adesso, se in un testo c’è un refuso, lo becco subito”.